Autostima bassa: cause, convinzioni e come guarirla davvero
La convinzione che distrugge la tua autostima (e come cambiarla).
La vita è incerta per natura. L’unica sicurezza: un giorno morirai. Il modo migliore per destreggiarsi in un mondo intrinsecamente instabile con un cervello strutturato per evitare l’incertezza, è coltivare sicurezza dentro di sé, come un albero che cresce radici profonde. Bassa autostima, mancanza di amor proprio e insicurezza sono tra le epidemie più diffuse.
I risultati di un esperimento sociale dello psicologo Robert Kleck parlano chiaro.1 Ad un gruppo di donne fu “disegnata” in maniera realistica una cicatrice importante sul viso. I truccatori gli dissero che volevano capire se il comportamento delle persone con cui avrebbero interagito sarebbe stato influenzato dalla cicatrice. Poco prima di lasciare la stanza, le donne partecipanti furono richiamate per un ultimo ritocco del trucco. In realtà, i truccatori rimossero velocemente la cicatrice senza che se ne accorgessero. Le donne riportarono il loro disagio a fine esperimento: erano convinte che le persone avessero fissato la loro cicatrice ed erano state cattive e maleducate nei loro confronti.
LA CONVINZIONE PIÙ DANNOSA
Ciò che credi di te stesso/a, che sia vero o meno, è vitale. Viene proiettato fuori e raccolto dagli altri. Ma su cosa si basa una bassa autostima? Sulla convinzione di “non valgo, non sono meritevole/degno, non sono abbastanza/all’altezza”, e sulla paura di esprimere la propria autenticità.
Una convinzione non è null’altro che qualcosa che riteniamo essere vero, o meglio, un pensiero ripetuto con una carica emotiva collegata che agisce sul nostro inconscio e ci condiziona quotidianamente. Abbiamo convinzioni su qualsiasi cosa, sulle relazioni, sui soldi, sul mondo, e soprattutto su noi stessi, e si basano principalmente su esperienze di vita. Il problema è che sono come degli occhiali da sole colorati: se credi che fai schifo e in fondo non ti meriti amore, successo e rispetto, continuerai a vivere esperienze che confermeranno questa tua convinzione e sarà difficile vedere e percepire diversamente da così.
DA DOVE ORIGINA TUTTO
Quando nasciamo siamo come un foglio bianco per tante cose; non concepiamo limiti tra me e te, non abbiamo un senso del sé. Non abbiamo preconcetti né convinzioni. Il cervello dei bambini fino ai 7 anni lavora nello stato Theta, ovvero produce le stesse onde cerebrali di quando stiamo immaginando qualcosa o ci stiamo per addormentare. Questo spiega perché è facile credere a Babbo Natale. Sono spugne: raccolgono tutto e lo rendono proprio.
Le convinzioni che sviluppiamo su noi stessi (e quindi l’autostima risultante) spesso originano da ciò che abbiamo raccolto quando eravamo bambini. I genitori o una figura autoritaria (un insegnante, una tata) giocano un ruolo importantissimo in questo: cosa ci dicono, come si comportano, la relazione che loro hanno con se stessi, ci condiziona molto. Se, ad esempio, due genitori criticano il loro bambino in continuazione, lui non se la prenderà con loro ma con sé stesso, pensando di essere intrinsecamente sbagliato. Quando un genitore non ama suo figlio, il figlio non se la prende con il genitore, in quanto dipende da esso per sopravvivere: smette di amare sé stesso. Crescerà abituato a doversi guadagnare amore comportandosi nel modo “corretto”. Svilupperà dentro di sé una voce critica propria, risultato di quella che è stato abituato a sentire.
Quello che conta è il significato che diamo alle esperienze che viviamo, e quindi le conclusioni che ne traiamo, ad esempio “ho qualcosa che non va, non sono amabile perché agli altri non piaccio”.
Quando siamo piccoli non abbiamo un senso del sé, e lo costruiamo col tempo interagendo con gli altri. A seconda del tipo di relazioni che abbiamo, dal riscontro che abbiamo quando siamo semplicemente noi stessi, impariamo se è sicuro o meno essere sé stessi.

COME LA BASSA AUTOSTIMA TI IMPATTA OGGI
Se la nostra realtà è un riflesso di chi siamo dentro, allora vedremo riflessa la nostra bassa autostima in qualsiasi aspetto della nostra vita. Ci ritroveremo in relazioni disfunzionali, persone che non ci rispettano e oltrepassano i nostri limiti (capi che ci urlano, amici che ci prendono in giro, il compagno egoista o narcisista), lavori sottopagati e difficoltà finanziarie, incapacità a seguire i propri desideri accontentandoci di situazioni lavorative, amorose e di vita insoddisfacenti.
Tutti questi stress, insieme ai pensieri autocritici, i traumi irrisolti e le emozioni soppresse, possono anche ammalare il corpo, causando diversi tipi di disagi e problemi cronici. Anche ansia e depressione sono direttamente collegate alla bassa autostima.
LA SOLUZIONE
Ma si può far qualcosa per cambiare?
La buona notizia è che le convinzioni che abbiamo non sono per forza vere, anzi, la gran parte delle volte sono sbagliate, parziali oppure solamente una faccia della medaglia. Diventa consapevole della voce critica che ti urla in testa, della storia che ti racconti, delle convinzioni che ti limitano.
Lascia andare il bagaglio inutilmente pesante che ti tiri dietro da anni, ferite del passato, traumi tuoi o generazionali mai risolti. Spesso tutto quello che serve è solo lasciare andare ciò che è dannoso e pesante. Riformula il significato che dai alle tue esperienze passate. Il fatto che i tuoi genitori non fossero capaci di mostrarti amore, di incontrare, riconoscere, soddisfare i tuoi bisogni quando eri piccolo, non significa che non sei degno di amore e più che abbastanza. Quando capisci che è stata una loro incapacità, una loro mancanza, e non definisce il tuo valore, tutto cambia.
UN MODO DI ESSERE ADOTTATO
Riconosci che la bassa autostima non è chi sei, è semplicemente un modo di essere che hai adottato (un set di pensieri, emozioni e comportamenti) e che hai praticato così tanto che ti è familiare, così che pensi di “essere fatto/a così”. È semplicemente il risultato di neuroni che, attivandosi insieme costantemente, si sono collegati e rafforzati, creando degli automatismi. Riconosci che sei un essere illimitato dalle potenzialità illimitate e che puoi essere chi vuoi.
Mi dirai: “si ma ho paura”. Potrebbe essere paura del giudizio degli altri, paura di fallire, paura del conflitto. Queste paure ti bloccano dall’esprimere la tua autenticità e verità, dal perseguire i tuoi sogni, dal difendere la tua posizione e farti rispettare. Quando inizi a versare tutto questo amore su di te, la paura del conflitto e del giudizio spariscono. Perché queste paure sono in realtà una paura di perdere connessione con gli altri. Ma se impari a non abbandonarti, non hai più da temere che qualcuno se ne vada e ti rifiuti. Impara a sceglierti, e gli altri ti sceglieranno. Impara a vedere il tuo valore, e gli altri lo vedranno.

E QUANDO HAI ANCORA PAURA, GUARDA NEGLI OCCHI LA CERTEZZA DI MORIRE.
Prendi consapevolezza del tempo limitato che hai. Sei venuto/a su questa terra senza nulla e te ne andrai senza nulla. Non hai nulla da perdere. Quello che possiedi ora è in affitto: quando te ne andrai non sarà più tuo. Quindi tutto ciò che conta è vivere con la V maiuscola: vivere una vita profonda e con un senso di scopo. Vivere nella tua unicità perché la vita ha un ottimo preciso motivo per scorrere nelle tue vene, nel tuo corpo.
È impossibile eliminare la paura. Anche la persona più sicura di sé ha paura. La differenza sta nel tenerla nel sedile del passeggero, invece che in quello dell’autista. Non lasciarle prendere il volante. E sapere che oltre la paura, risiede la svolta che ricerchi. È fidarsi di sé, perché non vuoi più abbandonarti per accomodare gli altri. È avere un rapporto sano con sé, amore incondizionato e compassione per sé. È accogliersi con ascolto aperto, come faresti con un bambino.
Quando riconosci di essere il protagonista della tua vita, della tua storia personale, allora forse lascerai da parte l’insicurezza perché ti renderai conto che puoi creare quello che vuoi. Hai dei desideri specifici che altri non hanno perché sei qui in questa esperienza di vita per realizzarli. Nessun altro ha la tua storia, la tua vita, la tua frequenza energetica. Nessun altro ha la tua presenza.
La paura del giudizio degli altri può essere oltrepassata una volta che si riconosce che siamo i primi a giudicarci severamente. Più è forte e cattiva la mia voce critica interna, più avrò paura che gli altri mi giudichino. L’antidoto a questa paura quindi? Accettarsi completamente, amarsi incondizionatamente, scegliersi. Non piacerai mai a tutti, ma tanto anche a te non piacciono tutti, e va bene così.
INNAMORATI DI TE.
Parlati con gentilezza. Vivi con gratitudine. La relazione che hai con te stesso è la più importante relazione che avrai mai in questa vita. Prenditi cura del tempio che è il tuo corpo, che è ciò che ti permette di vivere e fare esperienze. Non sei mai solo, puoi sempre darti tutto quello di cui hai bisogno: affetto, amore, gioia, felicità, sicurezza. Trovi tutto dentro di te e non è necessario qualcosa o qualcuno di esterno.
Riscopriti. Connettiti con chi sei veramente, ascoltati di più, mantieni le promesse che ti fai, riconosci che non c’è nessuno a questo mondo uguale a te. Sei già meritevole, vali già solo perché esisti.
Ognuno di noi ha qualcosa da dare in questo mondo; c’è chi lo chiama Dharma, chi Ikigai, chi scopo di vita. Non sei qui per essere mediocre. Più entri in contatto con chi sei veramente, più ti sentirai forte dentro e ritroverai serenità e autostima.
Pratica una nuova versione di te. Crea nuove convinzioni positive, nuove emozioni che portano a nuovi comportamenti. Così facendo, costruisci nuove connessioni neuronali nel tuo cervello, e disattivi quelle automatizzate che ti fanno sentire insicuro. Presto ti ritroverai ad essere una persona autentica che sa che la forza risiede nella sua verità, che non si giudica, che si parla con gentilezza e si tratta con amore. Che sa essere vulnerabile, ma anche farsi rispettare, che riconosce di valere pur essendo pienamente cosciente dei propri limiti e difetti, e che sa mettersi in discussione. Quella che non si accontenta ma ricerca il meglio per sé, e frequenta solo persone che la fanno stare veramente bene. Quella che non accetta di non essere rispettata.

QUALE LUPO VUOI CIBARE?
Quando ero piccola, i miei genitori mi chiesero: “Quale lupo vuoi cibare?”
Quella voce cattiva che ti critica e ti dice che non vali nulla, che invidia gli altri, che non sa amare, o quella buona che ti parla con gentilezza, ti incoraggia, ti sa amare e rispettare? Più nutri con attenzioni il lupo cattivo, e più questo dominerà la tua esistenza.
Questa esperienza temporanea che noi chiamiamo vita avrà un termine, questo è certo, ma il nostro potere rimane nelle scelte che possiamo fare fino a questa scadenza.
Chiudi gli occhi ora e immaginati nella versione migliore di te. Che vita vuoi vivere? Che lupo vuoi cibare? Che versione di te scegli di incarnare? Apri gli occhi e decidi che questo è quello che sarai da questo momento in avanti. È tua responsabilità decidere come vuoi vivere la tua vita, e come vuoi essere.
Non hai nulla da perdere. Perché allora non parlarti dolcemente davanti allo specchio e ridere, pensando che gli altri potrebbero considerarti pazzo/a?
Amarti davvero è la soluzione a tutti i tuoi problemi. Prova ad amarti un po’ di più e vedi quanto cambierà ogni sfera della tua vita.
“Ogni superiore umorismo comincia col non prendere sul serio la propria persona.”
Hermann Hesse, Il lupo della steppa, 1927
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