Cosa succede quando reprimi le emozioni e come liberarle per stare meglio davvero
Più eviti di sentire, peggio stai: il paradosso che nessuno ti spiega

Viviamo in un mondo che se la prende con i messaggeri. Un mondo nel quale il postino viene giudicato, mandato via, non ascoltato. È come se ci rifiutassimo di ritirare il pacco e firmare confermando di averlo ricevuto, e mandassimo via il postino col pacco in mano a calci, oppure gli chiudessimo la porta in faccia.
E come immaginerai, no, non sto parlando dei postini (pace all’anima loro). I messaggeri di cui parlo che vogliono lasciarti un pacco nelle mani sono le tue emozioni (e i tuoi sintomi cronici fisici – continua a leggere per saperne di più).
Non è colpa tua. Nessuno ci ha mai insegnato a sentire le nostre emozioni davvero. Nessuno ci ha insegnato come gestirle, come affrontarle, come ritornare ad essere regolati. Per certo, non ce lo insegnano a scuola.
Un bambino è dipendente dai suoi genitori non solo nelle cose come mangiare, dormire, vestirsi, ed essere al sicuro; dipende anche dai genitori per imparare a regolare le proprie emozioni, perché non è in grado di farlo da solo. Per questo che quando da bambini ci facciamo male, sentiamo dolore, sentiamo sensazioni ed emozioni forti dentro il nostro piccolo corpicino, non capiamo cosa sta succedendo e ne siamo totalmente sopraffatti.
E l’unico modo per regolarci è la co-regolazione: una figura come quella dei genitori che rimane stabile, rimane calma, rimane un’ancora a cui noi possiamo aggrapparci e ritornare a sentirci stabili nella tempesta.
COSA SONO DAVVERO LE EMOZIONI
Le emozioni sono, come dice la parola stessa, energia in movimento – “e – mozione”. Sono la parte più vera di noi esseri umani, quello che ci smuove in qualsiasi cosa, quella che ci distingue dai robot e l’intelligenza artificiale. Sono importanti, anche per le persone che si ritengono le più “razionali” perché quando abbiamo un desiderio, materiale o immateriale, come avere un’auto sportiva di lusso, o trovare il partner, quello che veramente ci spinge è sempre la ricerca di un’emozione: come ci aspettiamo che questa cosa ci faccia sentire quando ce l’avremo.
Essendo energia in movimento, le emozioni sono di fatto delle esperienze somatiche, ovvero le sentiamo perché abbiamo delle sensazioni fisiche nel corpo che ci indicano di questa presenza di energia dentro di noi che si sta muovendo. Le sensazioni possono essere pressione, temperatura, tensione, vuoto, apertura. Ogni emozione solitamente si presenta in una parte specifica del corpo e quindi tocca specifici organi (vedi immagine).

COSA CI VOGLIONO COMUNICARE LE EMOZIONI
Ogni emozione è un messaggero. È come se avessi dentro di te una classe di studenti con le mani alzate, che vogliono dirti qualcosa. Se dovessi dire a tutti gli studenti di tacere, quello che avevano da dire, rimane lì, e la prossima volta cercheranno di urlartelo, perché vogliono esprimertelo.
Anche le emozioni che noi abbiamo la tendenza ad etichettare come “negative” sono importanti e hanno qualcosa di rilevante da comunicarci. Queste emozioni non vengono a caso. Vengono per dirci qualcosa di importante.
Ad esempio, la rabbia viene a comunicarci che un nostro confine è stato violato, qualcosa nella nostra vita ci fa del male, e la rabbia è un’emozione molto carica di energia che vuole muoversi verso l’esterno. Se ascolti la rabbia, invece di fartici travolgere, potresti realizzare come questa benzina che ti viene data potrebbe risultarti molto utile per prendere azione e cambiare ciò che non ti va più bene.
La gelosia ci ricorda e comunica un desiderio che non abbiamo accettato e riconosciuto e non abbiamo ammesso di avere. Per esempio, provi gelosia per qualcuno che fa tanti soldi e ha una vita piena di libertà, e se ascoltassi questa emozione ti accorgeresti che ti sta probabilmente segnalando il tuo personale desiderio di essere libero nella vita.
Una volta che la riconosci, la gelosia si trasforma in una domanda: “cosa devo cambiare o rimuovere nella mia vita per realizzare questo desiderio?”. La gelosia diventa stima, diventa capacità di vedere quella persona come un punto di riferimento, una stella polare da seguire.
La tristezza ci può comunicare tante cose. Potrebbe volerci comunicare cosa per noi è veramente importante, cosa nella propria vita necessita un cambiamento, o semplicemente ci chiede di rallentare perché un’esperienza va elaborata appieno. La tristezza, quando viene accolta, può regalarci una grande chiarezza interiore e uno sguardo nuovo, con occhi lucidi, su certi aspetti della propria vita.

PERCHÉ NON RIESCI A SENTIRE DAVVERO LE TUE EMOZIONI
Sono due le ragioni per cui non siamo in grado di ascoltare le emozioni ma le reprimiamo, non le sentiamo, le tratteniamo.
La prima è il giudizio. Un po’ dato anche dal condizionamento della società. Quando giudichiamo un’emozione dentro di noi, uno stato emotivo, come sbagliato, è come dicevo prima, mandare a quel paese il postino che arriva. Soprattutto per emozioni sgradevoli come la rabbia, la gelosia e la tristezza, siamo stati condizionati e abbiamo imparato che non sono accettabili e sono intrinsecamente sbagliate, bisognerebbe non esprimerle e non farle vedere.
Quante volte avrai sentito dire “non essere triste/non essere arrabbiato”.Quindi quando queste emozioni arrivano, inconsciamente le giudichi come “non dovrei sentirmi così”, e reprimi.
La seconda è essere terrorizzati e aver paura delle emozioni.Aver paura di esserne travolti. Di non poter sopravvivere se dovessimo sentirci in un dato modo. Come se l’emozione potesse ucciderci.
E quindi quando arriva un’emozione forte, fai di tutto per distrarti: scrolli sui social per ore, fai binge-watching delle serie tv, ti ubriachi, diventi un “work-aholic” che lavora tutto il tempo, oppure fai meditazione per continuare a calmarti e non sentirla.
COSA SUCCEDE QUANDO LE REPRIMI – IL LEGAME TRA MALATTIE CRONICHE ED EMOZIONI
Ogni emozione non elaborata, non ascoltata e non accolta, che sia perché eri troppo piccolo e non c’è stato spazio, tempo e capacità per farlo, o che sia perché da grande l’hai evitata, il tuo corpo se la ricorda. Il tuo corpo tiene il conto.
Ogni emozione trattenuta e non elaborata non se ne va:essendo energia in movimento, se questo movimento non viene accolto, se il suo fluire viene interrotto, rimane lì, bloccata, e si accumula nel corpo.
Questo è soprattutto vero per i traumi. I traumi impattano il corpo in un sacco di modi, ma oltre ad essere cognitivi e lasciare una traccia nel cervello come convinzioni profonde che ci limitano nella vita a seguire, sono proprio energia bloccata nel corpo.
Quando qualcosa è troppo, troppo presto, troppo intenso, per il tuo sistema nervoso da gestire, le emozioni rimangono immagazzinate, nella speranza che prima o poi, in circostanze più sicure, in un futuro momento, potrai elaborarle e rilasciarle.
Quando le emozioni non vengono ascoltate ed elaborate, queste cercano un posto dove atterrare, e vengono immagazzinate in diverse parti del corpo. Bloccate lì, creano disequilibrio interiore, come se fossero una diga che non permette all’energia di fluire normalmente.
Questo disequilibrio interiore, sregola il sistema nervoso, creando infiammazione e portando in ultimo a sviluppare problemi di salute cronici come malattie autoimmuni e dolori cronici.

Il corpo non si sente al sicuro, viene più difficile sentirsi calmi, e presenti nel proprio corpo. Possono manifestarsi sintomi come ansia, attacchi di panico, stanchezza cronica, emicranie, scompensi ormonali, tensione muscolare, burnout, problemi intestinali, depressione.
Infatti, la depressione è proprio il risultato di emozioni (soprattutto la rabbia) non espresse ma represse. De-presse, compresse, dentro di noi. L’apatia risultante è un meccanismo per difenderci dal sentire qualcosa di troppo doloroso, perché l’accumulo di emozioni non elaborate crea un peso enorme da portarsi dietro ogni giorno.
QUELLO CHE È CONTRO-INTUITIVO
Nel mio lavoro, incontro spesso clienti che hanno vissuto un’infanzia marcata da genitori instabili con esplosioni emotive, spesso di rabbia. Quando questo accade, il bambino che cresce in un ambiente instabile del genere impara che per sopravvivere è meglio non esprimere le proprie emozioni, controllarle, perché potrebbero portare a queste esplosioni. Imparano che le emozioni sono pericolose, che se le esprimi diventi esplosivo come quel genitore.
Nulla di più sbagliato. Sono proprio le emozioni represse che col tempo possono portare ad esplosioni emotive di rabbia. Chi ha queste esplosioni è perché ha trattenuto troppo dentro per troppo tempo.
È un po’ come una pentola a pressione. Se non lasci mai uscire l’aria, prima o poi la pentola scoppia. E fa danni. Chi ha queste esplosioni ha represso e continua a reprimere. Chi ha queste esplosioni viene travolto dalle sue emozioni represse e non le sta veramente esprimendo e sentendo.
È il cercare di controllare le emozioni che può portare a questo tipo di reazioni, non l’opposto.
Le emozioni sono come le puzzette. Se stanno dentro e fai finta che non ci sia aria in pancia, la pancia si gonfierà sempre di più e ti farà sempre più male. Se le lasci uscire, l’aria in pancia non si accumula e non hai dolore. Le emozioni non vanno trattenute, vogliono solo essere ascoltate, accolte e sentite.
COSA SUCCEDE QUANDO LE EVITI
Evitare di provare un’emozione è la causa della tua sofferenza.
Quando cerchi di evitare il fallimento, giochi sul sicuro e così il fallimento diventa garantito. Quando eviti la paura, vai in overthinking, e vivi in costante paura. Quando eviti il conflitto, incominci a cercare di compiacere tutti, creando un conflitto interiore (e alla fine anche al di fuori).
Evitando di sentire tristezza, diventi apatico, e questa anestesia emotiva provoca una tristezza più profonda, un malessere ancora più profondo. Evitare le emozioni non le elimina; le mette al comando della tua vita.
Un esercizio pratico chiamato “The Golden Algorithm” che puoi fare è questo:
- Nomina un’emozione che ti fa paura.Ad esempio: Hai paura di parlare in pubblico perché hai paura di essere giudicato male. L’emozione che stai cercando di evitare è la vergogna, quella che proveresti se fossi giudicato male.
- Elenca i modi in cui la evitiAd esempio: Eviti di parlare in pubblico, ma questo significa doverti inventare scuse per non poterlo fare.
- Nota come ogni strategia ricrea proprio quell’emozioneAd esempio: Non poter parlare in pubblico ed evitarlo ti fa vergognare di te stesso.

IL PARADOSSO DEL CONTROLLO
Ogni emozione che resisti controlla la tua vita nell’ombra. In realtà, qualsiasi cosa che resisti persiste. Nella vita il modo migliore per non soffrire è non comportarsi come un sassolino dentro un fiume, ma piuttosto fare il pesce che nuota seguendo la corrente.
Quando superi i traumi del passato, ed elabori le emozioni represse, non sarai sempre felice e contento. Il vero “healing” è quando sei in grado di sentire di più e non venirne sopraffatto, invece che sentire di meno. Perché stai ritornando ad essere più in contatto con la tua umanità: le tue emozioni. Perché sentire qualcosa ti fa sentire vivo, brutto o bello che sia.
Hai meno paura delle tue emozioni perché non ti travolgono più. Hai una finestra di tolleranza (che per chi è traumatizzato è molto ridotta) molto più ampia, e quindi diventi in grado di accogliere di più della vita, saper assaporare di più della vita, senza esserne sopraffatto.
SCAMBIARE UN DOLORE PER UN ALTRO
La verità è che nel tentativo di evitare il dolore, semplicemente lo scambiamo con un altro dolore. Nel tentativo di essere accettato ed evitare il rifiuto e la vergogna, vivi il dolore di reprimere la tua vera natura, di reprimere te stesso. Nel tentativo di evitare la paura di fallire, vivi il dolore di non averci mai provato, di vivere una vita non tua, piena di “ma se avessi…”.
Quale dolore scegli? Il dolore di reprimere te stesso per essere accettato, o il dolore che potrebbe arrivare da qualche rifiuto se fossi te stesso? comincia col non prendere sul serio la propria persona.
SENTIRE DI PIÙ PER VIVERE DI PIÙ
Oltre ad essere più gentili con i postini, dovremmo imparare tutti ad essere dei bravi surfisti.
Quando l’onda dell’emozione arriva, invece di cercare di rimanere piantati a terra facendoci travolgere da questa onda, dobbiamo surfarla. Surfare quest’onda di emozioni finché non passa.
Le emozioni durano un massimo di 90 secondi, se non le viene data benzina con i pensieri per durare di più. L’onda arriva, si alza e poi si abbassa e ritorna il mare calmo.
E come fare per essere un surfista di emozioni? Sentirle. Accoglierle. Come faresti con un bambino arrabbiato o triste. Guardarsi dentro con compassione, e lasciarle fluire dentro di noi come l’onda che sono. Energia in movimento.
Le emozioni sono fatte per essere sentite, elaborate e rilasciate.
Quando impari questo, hai vinto nella vita. Questa è la vera resilienza e forza interiore. Non reprimerle, non dire “va tutto bene”, non far finta che non ci siano, non cercare di essere sempre razionale, non negarle, non giudicarle, non parlarne, non analizzarle. Sentirle. Il tuo corpo è stato progettato per farlo naturalmente.

STRUMENTI PRATICI
Il subconscio e il sistema nervoso parlano una lingua diversa da quella della logica e del raziocinio. Parlano la lingua delle emozioni e delle sensazioni fisiche.
Ci vorrebbe un Duolingo emotivo: a volte ascoltarsi è come imparare una nuova lingua. Ci vuole un pizzico di costanza, un pochino di ripetizione, tanta compassione e un litro di curiosità.
Cosa si intende per sentire? Intendo fermarsi, e notare le sensazioni fisiche. Un allenamento di introspezione, di usare i nostri sensi interiori e non solo quelli esteriori. Notare le sensazioni e respirarci dentro profondamente. Stare lì con quelle sensazioni senza abbandonarsi. Essere presenti a quello che sta succedendo.
Nominare l’emozione, non identificandocisi. “Sento tristezza”, non “sono triste”. Notare se vengono a galla ricordi, messaggi specifici.
Puoi anche muovere il corpo, lasciare che venga a galla la risposta naturale adeguata all’emozione del tuo sistema nervoso. Per la tristezza, potrebbe essere l’istinto di piangere. Non trattenerlo. Per la rabbia, potrebbe essere l’istinto di muoverti: muoviti, scarica questa energia molto pro-attiva.
Trovi la mia personale sequenza pratica qui.
Disconnettiti dalle distrazioni e riconnettiti a te.
Le emozioni, anche quelle meno piacevoli, quando vengono accolte possono essere alchimizzate in qualcosa di meraviglioso. Alcune delle opere d’arte più famose e di successo sono state fatte in momenti di profondo sconforto, di dolore, di rabbia, di emozioni forti considerate negative.
Non devi saper dipingere, ma quando capisci che queste emozioni portano messaggi importanti e possono essere alchimizzate per avere un effetto positivo sulla tua vita, le approccerai diversamente.
Evitare, intrappola. Sentire, libera. Le emozioni sono la tua guida.
E sono la parte più umana e meravigliosa di te.
Se hai bisogno di aiuto perché senti di avere un bagaglio grande che ti stai portando dietro nella vita, posso aiutarti. Sono ipnoterapeuta specializzata nella terapia Rapid Transformational Therapy: un metodo che permette di arrivare velocemente alla radice vera del tuo problema di oggi, risolverla, elaborarla. Un metodo che permette di accogliere le emozioni del passato che sono ancora lì e lasciarle andare.
Ho creato una ipnosi gratuita per la calma e la resilienza emotiva. Puoi scaricarla gratuitamente e iniziare a cambiare il tuo subconscio e il tuo rapporto con le emozioni oggi!
