L’antidoto alla scimmia pazza (la tua mente che rumina)
Se sai rimanere calmo mentre sei fermo in mezzo al traffico, se sai amare tutti incondizionatamente e se riesci a trovare felicità esattamente nel momento presente, beh, probabilmente sei un cane.
Ma quindi, una persona non può essere così? Sì, ma solo se si allena.
Sin da piccola mi dicevano che ero spesso “sulle nuvole” e che vivevo “nel mio mondo”. Sarà una caratteristica del segno dei pesci? Forse, ma in fondo non ci trovavo nulla di male, anzi andavo quasi fiera di saper rifuggire nella mia immaginazione.
E così, crescendo, sempre più spesso mi capitava di non notare oggetti palesi davanti a me o di non ricordarmi da un momento ad un altro per quale motivo ero entrata in una stanza.
Ti è mai capitato di leggere una pagina di un libro ma di non aver compreso le parole lette, perché in realtà stavi pensando ad altro mentre leggevi?
Ti è mai capitato di svegliarti al mattino, vestirti, fare colazione, andare a lavoro e pensare: ma ho chiuso a chiave la porta di casa? A me, un casino di volte.
No, non sono segni di alzheimer. Non a 28 anni almeno.
La parte più difficile nel mio cammino verso una maggiore mindfulness è stata acquisire consapevolezza.
Capire che stare nel mio mondo magico era un rifuggire la realtà circostante che in qualche modo non mi piaceva. Realizzare la quantità di volte che in una giornata mettevo il pilota automatico e facevo le cose senza metterci la testa.
Pensaci ora. Quante volte ti lavi i denti e invece di essere presente a quello che stai facendo, stai pensando a cosa ti aspetta domani?
Ho dovuto pagare le conseguenze dell’essere troppo nei miei pensieri e troppo poco nel qui ed ora, per rendermi conto che così non è modo di vivere. Ansia, attacchi di panico, depressione, sono i risultati di una mancata mindfulness. Si cede il potere alla scimmia pazza della mente. Si cede alla prepotenza dei pensieri ridondanti che imperversano e non si fermano mai.
Il passato ed il futuro sono costrutti mentali dell’essere umano. Ma l’unica realtà è il presente. La vita è un insieme di momenti presenti. Si dice che il passato causa sofferenza e il futuro causa ansia e preoccupazione. Perché un cane non ne soffre? Per lui esiste solo il momento presente, e lo accetta senza giudizi, senza se e senza ma.
Allora mi verrebbe da concludere che la nostra capacità di percepire queste dimensioni temporali è quasi una maledizione. Oppure è un “potere” che dobbiamo saper usare con maestria, senza che ci comandi la vita.
E così ad un certo punto del mio viaggio mi sono chiesta: come faccio ad essere più presente?
Vivo in un’epoca dove si è sempre più disattenti. Ci attacchiamo ai social per svagarci e li usiamo in maniera distratta. Apro Instagram senza pensarci e senza intenzione, lo uso senza accorgermi di quanto tempo ci sto passando e lo chiudo solo quando mi sono annoiata.
La mia ispirazione rimane il mio cane. In lui trovo la risposta.
È la pazienza.
Pazienza prima di avventarsi sulle cose. Pazienza durante le esperienze incredibili che aspettavi da secoli. Pazienza nel godersi il tragitto per arrivare alla meta. Pazienza con l’amica logorroica che non smette mai di parlare di sé.
La pazienza è quella che ti fa vivere il momento in tutti i suoi minuscoli istanti, in tutta la sua pienezza. È quella che ti fa capire che tutto va bene ed è perfetto così com’è ora.
E la pazienza è una competenza come tante altre che si possono coltivare. Non a caso è proprio quella pratica in cui si sta fermi, seduti, a occhi chiusi, ovvero la meditazione, la più usata per allenarsi.
Dopo quello che ti ho raccontato, potrai immaginare come me la sono cavata durante le mie prime sessioni di meditazione. Più la mia testa si perdeva in un gomitolo di pensieri, annodati e disconnessi, e più cresceva la mia frustrazione. Com’è che son passata dal pensare ad un esame a ricordarmi il ragazzo che mi piaceva alle medie?
Rendersi conto della scimmia pazza che si scatena nella propria testa è di fatto un vero e proprio shock.
Sì però la meditazione dovrebbe renderti più sereno, no? Mi mancava un tassello.

La mindfulness non è solo essere nel qui ed ora. È anche come prestiamo attenzione al presente: sospendendo ogni giudizio.
E allora chiudo di nuovo gli occhi e mi concentro sul respiro. Dentro. Fuori. Cavoli mi son dimenticata di rispondere al messaggio del mio amico. Ah e devo mandare la lavatrice. Ecco che stavo pensando. Dov’ero rimasta? Ah si, il respiro. Dentro. Fuori.
Con gentilezza, delicatezza e senza giudicarmi, mi riporto al presente. Come un esercizio in palestra, si impara col tempo a rimanere consapevoli, ad accorgersi dei propri pensieri per poterci ancorare nuovamente al presente. Solo così la scimmia pazza si placa. Solo così si ritrova la serenità.
Ho sempre trovato estremamente bello sapere che è il nostro respiro l’unica vera ancora per ricollegarci al presente. Ci ricorda che siamo vivi, ora; non ieri e non domani.
E solo così ci si gode appieno la propria vita.
Tutto d’un tratto, ogni cosa si colora di significato. Al mattino, ti accorgi di quanto è buona la colazione che ti prepari e te la gusti di più. Esci di casa e non pensi già a quando arriverai in ufficio ma ti accorgi di una bellissima casa che non avevi mai notato sulla strada che fai tutti i giorni.
I piccoli momenti di quotidianità non saranno più noiosi o futili, ma riconoscerai che ogni cosa, come andare a buttare la spazzatura, ha un perché e va vissuta appieno. Un po’ come ritornare a vedere il mondo con gli occhi di bambino.
Una tanto attesa festa non ti volerà più, ma ti godrai ogni istante. I momenti brutti vissuti con presenza ti permetteranno di evolvere, perché riconoscerai e vivrai appieno le emozioni negative per poi rilasciarle.
Ogni emozione è un messaggero e va ascoltata.
Come fai ad ascoltarla se non sei presente? Se la eviti, distraendoti continuamente, resterà lì, immagazzinata nel tuo corpo fino a che l’accoglierai.
Il nostro meccanismo inconscio di sopravvivenza ci porta ad essere estremamente presenti quando rileviamo un “pericolo”, mentre nel quotidiano siamo spesso distratti.
Abbiamo una paura incredibile di morire ma non di non aver vissuto appieno la vita. Di esserci persi i momenti perché eravamo troppo preoccupati per il futuro, troppo attaccati al passato o troppo annoiati.
Da oggi, non c’è bisogno di iniziare a meditare. Solo fermarsi ogni tanto, sentire il proprio respiro, è un grande passo in avanti. Chiedersi ogni tanto: “cosa sto facendo ora?”, “dov’è la mia mente?” E soprattutto: “come mi sento ora?”
Il momento presente è l’unica cosa che veramente abbiamo. Ed è l’unico posto dove si può crescere, cambiare e creare qualcosa di nuovo. Dove tutto è possibile e tutto è perfetto.
Ho creato un workbook gratuito e pratico che ti permette di lavorare con la tua mente e non contro di essa. Quando senti che quei pensieri proiettati verso il futuro o passato non si spengono… forse questo workbook può aiutarti a capire perché e come iniziare a dialogare meglio con la tua mente così che smette di sabotarti e fare “la scimmia pazza”.
Questo è il link:
